Maggio 4, 2026

Il PocketTerm35 (prodotto da Waveshare) non è solo un terminale seriale, ma un vero e proprio computer Linux palmare basato sull’ecosistema Raspberry Pi. A differenza di terminali più semplici basati su microcontrollori, questo dispositivo trasforma una scheda Raspberry Pi 4 o 5 in un “cyberdeck” portatile completo.

Ecco un’analisi tecnica approfondita basata sulle specifiche del produttore.


1. Architettura Hardware e Design

Il PocketTerm35 adotta un approccio modulare: non utilizza il Compute Module (CM4/CM5), ma alloggia una scheda Raspberry Pi Model B standard (4B o 5).

  • Chassis Ibrido: La parte frontale è realizzata in alluminio lavorato a CNC, garantendo rigidità e un feeling premium, mentre il retro è in plastica (PC+ABS) per non schermare i segnali Wi-Fi/Bluetooth e contenere il peso.
  • Gestione Periferiche (Co-processore RP2040): Una scelta tecnica brillante è l’integrazione di un chip Raspberry Pi RP2040 interno. Questo microcontrollore dedicato gestisce autonomamente la tastiera, il controllo della luminosità e del volume, scaricando la CPU principale da questi compiti a bassa latenza.
  • Accessibilità delle Porte: Grazie al design con una “protuberanza” posteriore, tutte le porte native del Pi rimangono accessibili: 4x USB-A, Gigabit Ethernet, e lo slot MicroSD (accessibile dall’esterno).

2. Display e Interfaccia Utente

Il cuore visivo è un pannello da 3.5 pollici IPS con risoluzione 640×480 pixel.

  • Optical Bonding: Lo schermo è laminato direttamente al vetro (tecnica optical bonding), il che elimina l’intercapedine d’aria, riduce i riflessi e migliora drasticamente il contrasto e gli angoli di visione.
  • Touchscreen: Supporta il tocco capacitivo a 5 punti, protetto da un vetro temperato con durezza 6H.
  • Connettività Video: Internamente, il segnale video viene gestito tramite un adattatore micro-HDMI personalizzato che collega il Pi al display senza cavi volanti ingombranti.

3. Input: Tastiera e Gaming

Il PocketTerm35 è progettato per un uso duale: terminale di comando e retro-gaming.

  • Tastiera QWERTY: Dispone di 67 tasti in silicone. La particolarità tecnica è la presenza di una riga dedicata per i numeri, evitando l’uso fastidioso di tasti funzione (Fn) per digitare cifre in riga di comando.
  • Controlli di Gioco: Include un D-pad (croce direzionale), tasti A/B/X/Y, e tasti dorsali (L/R). Questo lo rende perfettamente compatibile con RetroPie o Recalbox.
  • Feedback Audio: Integra due altoparlanti stereo da 2W e mantiene il jack audio da 3.5mm del Raspberry Pi.

4. Gestione Energetica (UPS Integrato)

Uno dei punti di forza è il sistema di alimentazione:

  • Circuito UPS: Permette di caricare la batteria e utilizzare il dispositivo contemporaneamente. Supporta il passaggio senza interruzioni tra alimentazione esterna (USB-C) e batteria.
  • Batteria: Solitamente equipaggiato con una cella Li-Po da 5000mAh, che garantisce un’autonomia considerevole considerando il consumo di un Raspberry Pi 5.
  • LED di Stato: Quattro LED frontali indicano chiaramente la carica residua della batteria.

5. Specifiche Tecniche in Sintesi

ComponenteDettaglio Tecnico
SBC SupportatiRaspberry Pi 4B / Raspberry Pi 5
Display3.5″ IPS, 640×480, 5-point touch, Optical Bonding
Microcontrollore di sistemaRP2040 (gestione tastiera/volume/luminosità)
Tastiera67 tasti in silicone, layout QWERTY con riga numerica
Audio2x Speaker 2W, Jack 3.5mm
AlimentazioneUSB-C (5V) con gestione UPS e batteria 5000mAh
Dimensioni168.5 × 93.5 × 37 mm

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6. Considerazioni Finali e Applicazioni

Il PocketTerm35 si posiziona come uno strumento per Power Users. Non è inteso per sostituire un laptop, ma eccelle in:

  1. SysAdmin in mobilità: Accesso SSH o gestione di server direttamente dal palmo della mano.
  2. Sviluppo IoT: Debugging di sensori e attuatori sul campo sfruttando i pin GPIO (accessibili se si apre il retro).
  3. Retro-Gaming di lusso: Una console portatile che può anche compilare codice C++ o Python.

In conclusione, è un kit “all-in-one” che risolve il problema principale dei progetti DIY con Raspberry Pi: l’ingombro dei cavi e la mancanza di una soluzione di alimentazione integrata e affidabile.


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di Claudio Ferri

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